Le strade son diventate vuote e senza luce ,
ripercorrendo un vicolo un tempo animato ,
entro in un bar impolverito e cadente ,
mi siedo e guardo nello specchio opaco .
Mi costa tanto guardarvici dentro , vedere
figure di amici e parenti e ascoltare ,
ascoltare le loro ultime parole che
per destino non potettero lasciare .
Ecco mio padre si fa spazio tra loro ,
mi fa sapere che non ha smesso di giocare ,
che tipo mio padre , non so' a chi somiglia ,
lui sì che ci sa fare ! mi sorride per un attimo ,
poi scompare , come in quel giorno , senza avvisare .
Ecco un caro amico mi si siede accanto ,
non ha voglia di parlare e' stanco ,
i suoi occhi fissi a guardar per terra ,
mi fanno capire di non averla mai lasciata .
Mi alzo ed esco fuori , una nebbia m'avvolge ,
la mia tristezza e grigia piu' di questa ,
proseguo per un vicolo stretto , a me molto caro ,
con le braccia aperte accarezzo i suoi lati ,
sento la muffa sotto le dita , la graffio piano ,
salendo i gradini vedo dei monaci fantasmi ,
vedo la casa dove son nato , ricordi
vecchi di un passato ormai passato .
Salgo l' ultimo gradino della salita ,
alzo lo sguardo , la nebbia e sparita ,
dai balconi vuoti si alzano in volo dei colombi ,
mi domando , come mai non riposano ?
forse saran le anime che prima ho incontrato !
oppure sara' questo sogno confuso .
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